Taddeo lor maestro, molte cose lavorando, fece il tabernacolo della Madonna di Mercato Vecchio,
orto loro, dirimpetto a San Giuseppo. Fece in San Michele in Orto alcune pitture,
della Pieve; nella chiesa di San Bartolomeo fece la facciata dello altar maggiore, e nella
infelici furono e l 'opere che egli fece e la vita che gli durò poco.
. Furono le pitture che e 'fece fuor di Fiorenza a San Giovanni fra l
giudicata cosa bellissima da chi la vide. Fece per Nicolò da Uzzano, cittadino allor grande
, certi poveri; e dentro nel chiostro fece con bella e nuova invenzione una visione,
per Italia. Nella Parte Guelfa in Fiorenza fece una figura con la testa invetriata et in
fiorentino, il quale nella Religion sua camaldolese fece molte opere, e molto fu da essi
, oltra le molte tavole ancora che egli fece in quel luogo colorite a tempera. Nelli
colorite a tempera. Nelli Agnoli di Fiorenza fece la tavola dello altar maggiore finita nel Mccccxiii
benignamente fu dispensato, et egli per questo fece un messale, il quale è ancora oggidì
ancora oggidì nella cappella papale di Roma. Fece poi una tavola in San Iacopo sopr '
discepolo, il quale dopo la morte sua fece il tabernacolo che è sul canto di Santa
figure, e nelle istorie che e 'fece mostrò molto più copiosità, variandole in diverse
, dove qualche prospettiva e qualche ornamento garbatamente fece apparire. Dicesi essere stato Domenico molto modesto
Roma per studiare, mentre che vi dimorò fece la sala di casa Orsina vecchia in Monte
gli faceva alla testa tornatosi a Fiorenza, fece nel Carmino, allato della cappella del Crocifisso
in Fiorenza in sul Canto de 'Gori fece la Nostra Donna con le figure che scórtano
dar nome alle patrie loro, come veramente fece Parri di Spinello pittore aretino, il quale
sottili e più svelte le sue figure. Fece le sue pitture in Arezzo, né di
l 'amore che portava al paese. Fece nello spedale della Nunziata la cappella di San
, lodatissima e bellissima. In San Domenico fece una cappella all 'entrar della porta di
datili dalle lingue di quelli genti, vi fece una storia di lingue che abbruciano da Cristo
procederebbono ne 'loro affari; come prudentissimamente fece Michelozzo fiorentino, discepolo di Donato
scultura con Donato, e quella fece con bonissima destrezza, quantunque e 'non
raramente operando, son tenuti quasi divini. Fece dunque una Fede di marmo posta alla sepoltura
Fiorenza, della quale Donato gli fece il modello. E nella Nunziata, avendo
che così bene se ne serviva, gli fece fare il modello della casa sua; la
vecchia; et a più signori in Italia fece modelli di palazzi e di mura per città
di quella de 'Medici. Per Cosimo fece ancora di marmo la cappella di San Miniato
dove è il Crocifisso, e per Italia fece infinite cose di marmo, di bronzo e
alcune figure di rilievo; et in Lucca fece egli solo una sepoltura di marmo in San
alcune figure. E di ogni sua fatica fece facultà onesta, che diè comodo alla casa
natura il venire a tanta perfezzione. Fece Simone fatiche veramente eccessive nelle due istorie di
banda di dentro, appiè della medesima, fece una storietta nella quale ritrasse sé et i
ancora di metallo molte altre cose, e fece di mez[z]o rilievo in San Pietro infiniti lavori
lo essere contento del pagamento. Appresso Giovanni fece fare due armi grandi di pietra, l
'essa cappella. E quando poi Domenico fece la tavola dello altare, nello ornamento dorato
'è per fine di quella tavola, fece mettere il tabernacolo del Sacramento bellissimo; e
Sacramento bellissimo; e nel frontispizio di quello fece un scudicciuolo d 'un quarto di braccio
sorte di virtù e massime nelle lettere, fece in cerchio quattro mezze figure che ragionano insieme
vivissime effigie di molte persone segnalate. Fece ancora nel palazzo della Signoria, nella sala
nelle case de 'particulari. In Pisa fece la nicchia del Duomo allo altar maggiore,
E ritraendo a occhio il Coliseo, vi fece una figura ritta appiè, che misurando quella
dopo la morte sua, ritornava giustissimo. Fece a Santa Maria Nuova nel cimiterio, sopra
ch 'egli era, altra risposta non fece. La sera postisi a cena, venne
Rimino al signor Carlo Malatesta, che la fece porre nella sua cappella in San Domenico.
disegno et arte grandissima. Una altra tavola fece nella Badia di Volterra. E condotto poi
pittura del musaico più modernamente lavorato che non fece nessun toscano, d 'infiniti che si