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Baldinucci Notizie de' professori del disegno VOL 1 (1681)

Baldinucci Filippo 50 risultati

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; nel qual caso doveva fare, siccome fece, il dito grosso veduto nella parte inferiore

veduto nella parte inferiore. Con tale invenzione fece egli conoscere ciò che alla pittura sarebbe per

vivea. E dal punto che Teodolinda gli fece ricchissimi doni, cominciarono i Longobardi a invocare

'Ordine, che Toscano si appella. Fece ancor 'essa poi coll 'altre Arti

la morte del Patriarca S. Francesco, fece il modello della grande Chiesa d 'Ascesi

gli erano attorno, parte de 'quali fece porre dalla Compagnia di S. Zanobi verso

e in Roma ad istanza di Pandolfo Ipotecorvo fece la Cappella di marmo, dov 'era

molte Sculture, Disegni, e Modelli, fece Arnolfo per molte altre Fabbriche per la Toscana

Campi, che molte e molte fabbriche fece in Firenze per diversi Cittadini, ed

. lo chiamasse a Roma, dove gli fece finire la Tribuna cominciata da detto Fra Jacopo

di Pietra Mala; dipoi chiamato a Pisa fece nel Duomo, sopra la Cappella dell '

piccole tavolette colle guscia dell 'uova. Fece anco molto in Pittura, e si veddero

fu all 'età di 73. anni fece da questa all 'altra vita passaggio l

aiuto nell 'opere ch 'e 'fece in Pisa, come appresso si dirà.

Nella Tribuna Principale del Domo di Pisa, fece alcune opere di Musaico coll 'aiuto d

maniera, e fino all 'anno 1231 fece l 'arca di S. Domenico in

del Duomo la piccola Chiesetta della Misericordia, fece egli una Vergine di marmo piccola, che

quali figure poste a confronto di quelle che fece poi Gio. suo figliuolo, imitando l

, e per varie Città d 'Italia fece altre opere. Ebbe esso Andrea un suo

Maglione, che dell 'anno 1254. fece la Chiesa di S. Lorenzo di Napoli

. Croce, e S. Maria Novella fece due tavole; fu colorita da lui la

, per mezzo della quale Immagine poco doppo fece Iddio tanti miracoli, che concorrendovi Popoli infiniti

Maestro fervorosamente a studiare, e in breve fece profitto così maraviglioso, che affermare si può

San Lorenzo. del già Gilio di Fece la Madonna di 1413. del quale Ser

tra la sagrestia, e la Cappella maggiore fece per M. Ridolfo de 'Bardi la

di Restauratore dell 'Arte. Altre pitture fece in questa Chiesa, e nel Convento,

inoltrò nella pratica di queste eccellenze, che fece stupire tutta quella età; avvenga che possa

, dirò solo che in una di esse fece il ritratto di sé stesso molto al vivo

molto stimata. Partitosi d 'Ascesi, fece ritorno a Firenze dove per la Città di

l 'organo, ed altre molte pitture fece, che oggi non più si veggono,

ad una sacra Immagine, onde a Giotto fece far di Musaico da quella parte, verso

Vii. fatti i nuovi Portici, la fece levare. Giaceva questa opera degnissima ridotto all

di lui condusse Giotto in Avignone, dove fece molte bellissime opere in tavola, e a

merito suo, l 'anno 1316. fece ritorno alla Patria carico di ricchezze e d

il ritratto di quel Pontefice, del quale fece dono a Taddeo Gaddi suo discepolo. Poco

della Scala, e per un suo Palazzo fece molte belle pitture, e una tavola per

dove per li Ss. da Polenta gli fece fare alcune storie a fresco intorno alla Chiesa

il Castello, siccome ancora nell 'Incoronata fece molte opere, e ritratti di famosi Uomini

. Andatosene a Gaeta nella Chiesa della Nunziata fece alcune storie del Testamento nuovo, col proprio

; e a petizione del Sig. Malatesta fece nella Chiesa di S. Francesco moltissime pitture

Frati. Tornossene a Ravenna, dove pure fece altre opere. Poi venuto di nuovo a

S. Maria Novella, per la quale fece ancora altri lavori. Venuto l 'anno

lavori. Venuto l 'anno 1327. fece il disegno, e modello per la sepoltura

Oltre alle notate di sopra molte altre pitture fece Giotto dopo il 1334. nella Città di

ne andò a Milano, e quivi pure fece gran prove del suo valore, e volle

Cittadini, e di tutti gli Artefici, fece passaggio da questa all 'altra vita l

punto dimostrò di temere così fatta opinione. Fece Giotto acquisto di roba assai, e nel

un sì grand 'Uomo, e ciò fece ancora a fine di poterne dare in questo

che pria serrava. Ver me si fece, ed io ver lui mi fei,

notizie; e se bene il Vasari non fece menzione delle miniature di Giotto, non disse