. Umbrian school. Marco Curzio. Parmi fiorentino piuttosto! Bugiardini????
a picco. Ii° figura del tipo fiorentino idem monte Iii idem ma sempre con
, involontariamente, negli schemi del disegno puro fiorentino. Ora, due tradizioni fondamentalmente diverse di
ripudiato l 'astrattezza dell 'intellettualismo corporeo fiorentino. Il Masaccio di queste conquiste è
Intendiamoci. Non l 'astrattismo chiaroscurale fiorentino che lascia agir la linea a suo talento
Cangiullo, Boccioni ed io eccitavamo il pubblico fiorentino alla guerra mediante il nostro teatro sintetico violentemente
ti sembri di aver soggiaciuto alla prevenzione che fiorentino significhi per definizione rinascimentale. Togliamo,
Togliamo, ad esempio, il primo fatto fiorentino a Venezia: quel dei Lamberti. O
gotico è certamente dimostrabile per l 'altro fiorentino operante nella Venezia, Nanni di Bartolo,
Lamberti a Venezia. Il secondo fatto fiorentino che ti pare significativo è la venuta di
non fu ancor esso un messaggio di accento fiorentino. La pittura veneziana moderna o,
sopra il grado medio non può esser che fiorentino. Ma l 'opera è, e
, così da risultar curiosamente di sapor quasi fiorentino e botticellesco; com 'è anche della
nome, non mai bene giustificato, del fiorentino Granacci. Ma lasciamo anche in sospeso la
e formalisti di cui sopra, sì dal fiorentino più inquieto e fuori legge degli ultimi decenni
ammettere che proprio qui debba cadere il viaggio fiorentino di cui dice il Vasari nella vita del
, a proporre un parallelo singolare del Rosso fiorentino. Più ancora sorprende chi visiti,
restauro, son certo resulterebbe un rudere prettamente fiorentino, poco dopo la metà del secolo.
sgg.) e, invece, schietto fiorentino, tra il Botticelli e Filippino Lippi;
inscritta ad Ercole; invece, di un fiorentino nor; molto diverso da Piero Pollajolo;
appena percettibile e lo stile dominante è quello fiorentino, verrocchiesco. E perché non vi si
« Utili », or ora identificato col fiorentino Biagio di Antonio. Ancora a rimorchio
è di un ferrarese, ma di un fiorentino non molto dissimile da Piero Pollajolo. Che
. Che lo stampo dell 'opera sia fiorentino è confermato anche dal trovarsene copie tipicamente toscane
. 102) sotto il nome di « Fiorentino »: con che, lassù, credo
, credo s 'intenda di Pier Francesco Fiorentino. Di costui l 'opera era degna
secolo, è pur certo che nessun disegno fiorentino della cerchia Finiguerra-pollajolo è paragonabile a questa serie
di destinazione, ma che tocca indubbiamente al fiorentino Bartolomeo di Giovanni. Il critico che ha
Prima di abbandonare questi incroci di cultura Fiorentino-ferrarese vorrei persino chiedere, e sia pur con
'Aspertini come vi si è ravvisato il fiorentino Bartolomeo di Giovanni (che del resto,
decennio, e cioè subito dopo il soggiorno fiorentino, non mancava d 'una certa lindura
Napoli, 194) che tocca al Rosso Fiorentino e neppure al Giovinetto della Galleria Borghese (
Pisa, al maestro di Santa Croce (fiorentino sulle tracce dei lucchesi), San Francesco
pisano della Madonna di San Martino e il fiorentino Cimabue. La loro strada è
, per dirne uno) appetto a questo fiorentino: solo il prontuario dantesco riesce a renderne
toccare a un primo tempo pisano del maestro fiorentino; mentre alla provenienza pisana dell 'opera
vera dell 'accorata tempra del grande maestro fiorentino. Certo è che, meglio delle
e retina su per la cupola del Battistero fiorentino. Accanto al maestro grottesco dell 'Inferno
Gaddi della Coronazione musiva sulla porta del Duomo fiorentino; il secondo nella seconda e terza Storia
invenzioni che continueranno a stimolare lo spirito figurativo fiorentino fino al Chiostro Verde. Chiunque egli sia
rilevare il timbro occidentale dei mosaici del Battistero fiorentino in confronto alla grecità dei mosaici siciliani e
Berlinghieri; che è da intendersi per un fiorentino verso il 1240, uscito dalla cultura lucchese
telamoni di gesto romanico nella scarsella del Battistero fiorentino; e cioè, si noti, nella
Cimabue, spesso risolto a favore del fiorentino e che, comunque, riguarda la partita
da un probabile prigioniero di Montaperti, il fiorentino Coppo di Marcovaldo. L 'ipotesi di
come inserto all 'opera del grande mentore fiorentino. Accanto a un angelo di
dove l 'esecuzione è chiaramente di un fiorentino che ha notato la presenza di Duccio,
Del Sec. Xiii: Crocefisso; Castiglion Fiorentino, Museo. Avvicinato a Margarito dalla
Del Sec. Xiii: Crocefisso; Castiglion Fiorentino, Museo. Inesistente il rapporto,
inserito giustamente nella sua splendida ricostruzione del maestro fiorentino che si denomina da questo quadro. Per