maggior parte sono smarrite. In San Clemente fecero insieme una sepoltura di marmo; e Simone
suoi cittadini il danno e la perdita che fecero nella morte di lui, ma non vi
, e sotto il ritratto suo di marmo fecero porre lo infrascritto epitaffio: Fabrum Magister
quei Signori, e con doppia provisione lo fecero ritornare. E non dopo molto tempo racconciò
lasciano segni al mondo di maraviglia, come fecero Antonio e Piero del Pollaiuolo, molto stimati
altre fantasie, che in brieve tempo lo fecero tenere, come egli era, il principale
quali, per dilettarsi molto del colorito, fecero al cardinale di Portogallo una tavola ad olio
, uno angelo Raffaello con Tobia; e fecero nella Mercatantia di Fiorenza alcune Virtù, in
di stento sé e loro infine conduceva. Fecero le pitture loro circa nel Mdviii.
sé cerca mostrare il valor suo, come fecero in Vinegia Vittore Scarpaccia, Vincenzio Catena,
Parte Delle Vite Veramente grande augumento fecero alle arti, nella architettura, pittura e
cose più grandi e molto migliori che non fecero mai gli antichi. Ma lo avere a
le maraviglie di Lionardo, che fecero stupire tutto quel popolo; perché si vedeva
quale impresa fu preposto Antonio. Così si fecero i torrioni da basso, i fossi e
volendo Giuliano passare, giunto in Lucca si fecero fare salvocondotto, avendo eglino de 'soldati
perfetta e con maestà. Laonde molti architetti fecero i disegni, di maniera che venuti in
veggendo non esser rimedio al mal loro, fecero l 'accordo co 'Fiorentini, et
altri infiniti, talché le stampe in rame fecero de la carestia loro quella copia ch '
e legne; le quali buche e vani fecero indebilire i piedi della fabbrica, sì che
quali erano certamente maravigliose. Oltra queste ne fecero per le camere papali infinite, delle quali
tengono l 'arme di Leon X. Fecero ancora in Santa Maria del Popolo due fenestre
memoria; e gli Aretini in ricompensa gli fecero dare un podere, ch 'era della
i quali arrecano il senno seco, gli fecero subitamente conoscere quanto egli era lontano da la
, ebbe assai contrarii, perché molti maestri fecero modelli a concorrenza: la quale figura fu
di Gostantino; e nel vero e 'fecero bonissime figure con bella pratica e maniera,
per moglie, per il che molti lavori fecero in compagnia; e così seguitando Giulio e
e così seguitando Giulio e Giovan Francesco, fecero in compagnia una tavola di due pezzi,
che andò a Perugia a Monteluci; e fecero altri infiniti lavori di quadri et opere in
questo, insieme col dono che a Ferrara fecero i fati de la natività del divino messer
altro, ancora che lavorassero insieme. Eglino fecero di chiaro e scuro il cortile del duca
muro et in tavola molte cose dipinsero. Fecero in Modona nel Duomo di loro mano una
compagnia d 'altri pittori, e quivi fecero molte cose di lor mano. Furono appresso
che erano quivi. A l 'ultimo fecero in Faenza nel Duomo, al cavaliere de
, scalzo e senza nulla in testa gli fecero portare adosso pesi e sgombrare quasi tutta la
amore; per le quali in concorrenza ne fecero fare di miglioramento una a Domenico Sanese sopradetto
del Lauro un 'altra; e similmente fecero da la porta del fianco della Minerva una
d 'aria e di maniera. Fecero su la piazza di Capranica, per andare
tutte l 'altre pitture moderne. Fecero in Borgo Nuovo una facciata di graffito,
cappellina con le figure dipinte da Polidoro. Fecero ancora sopra Farnese un 'altra de '
tali uomini vedere i miracoli suoi. Fecero ancora sotto Corte Savella la casa che comperò
bellissime del fonte di Parnaso, e vi fecero grottesche e figure piccole colorite. Similmente nella
casa del Baldassino, da Santo Agostino, fecero graffiti e storie, e nel cortile alcune
della vendetta. E dentro in quella casa fecero molti paesi. Lavorarono la facciata di San
l 'hanno avuta dopo la morte. Fecero ancora su la piazza dove è il palazzo
usano gli artefici nelle cose loro. Fecero ancora molte camere e fregi nelle case di
da Torre Sanguigna, nella faccia della quale fecero uno ornamento di chiaro oscuro bellissimo, e
per questo de la folle credenza loro, fecero ancora in Santo Agostino di Roma, allo
. Onde ritornati al solito loro, fecero in Campo Marzio due facciate bellissime: nell
Chiavica, per andare a Corte Savella, fecero una facciata, la quale è cosa divina
è cosa divina, e delle belle che fecero giudicata bellissima; perché oltra la istoria delle