la quale io poteva dir casa mia, feci a messer Biagio Mei lucchese, suo compare
San Piero Cigoli, alla sua cappella. Feci in un 'altra della medesima grandezza,
Donna, per variare dall 'altra, feci essa Madonna con Cristo morto a piè della
anno 1544, oltre a molti quadri che feci a diversi amici, de 'quali non
de 'quali non accade far memoria, feci un quadro d 'una Venere col disegno
, fui forzato tornarmene a Fiorenza, dove feci alcuni quadri, e fra gl 'altri
facciate e teste di quel refettorio, vi feci sei tavole a olio, alte sette braccia
per arricchire i vani delle volte, gli feci pieni di grottesche, le quali in 48
delle spalliere, fatte riccamente. Dopo feci all 'altar maggiore di quella chiesa una
un altro quadro per l 'abate Capeccio feci la Ressurezione. E queste cose condotte a
a mezzo le scale di detto convento, feci a fresco San Giovanni Evangelista che sta mirando
et ad Orsanca, segretario del viceré, feci un 'altra tavola con cinque figure intorno
, alto da terra nove palmi almeno, feci, per variare e far cosa nuova,
ciascuna storia la sua. E sopra quelle feci poi cominciare a salire le figure a proposito
cento giorni. Il che io come giovane feci, come quegli che non pensai se non
'ottobre, e venuto a Fiorenza, feci alle monache del famoso monasterio delle Murate,
, stata contessa di Pitigliano. E dopo feci in un 'altra tavola la Nostra Donna
fuor di Fiorenza. E quella finita, feci a monsignor de 'Rossi de 'conti
città circa 3 miglia. Nella qual tavola feci i Magi che adorano Cristo, con una
scrivere. Nella cupola, overo tribuna, feci 4 gran figure che trattano delle lodi di
detto libro e ridurlo a buon termine, feci in S. Francesco d 'Arimini,
. Condotto poi da Rimini a Ravenna, feci, come in altro luogo s 'è
alla Nostra Donna. E nel medesimo tempo feci per diversi amici molti disegni, quadri et
Arezzo, et io tornatomi a casa, feci i disegni per dipignere la sala, tre
spasso di quella state. Nei quali disegni feci fra l 'altre cose tutte le provincie
mia casa; ma nondimeno per allora non feci altro che il palco della sala, il
e minuzie, che lascio per brevità. Feci ancora nel palco d 'una camera di
, che a questo tondo sono intorno, feci la Pace, la Concordia, la Virtù
risuscitare questo modo di dipignere, e la feci tutta a tempera; il qual modo per
tralasciato. Et all 'entrar della camera feci, quasi burlando, una sposa che ha
Chiesa de 'suoi fedeli cristiani. Feci in questo medesimo tempo il ritratto di Luigi
ebbi quest 'opere, a Fiorenza, feci quella state, in un segno da portare
con pari diligenza. E non molto dopo feci per messer Anibale Caro, secondo che mi
; il quale quadro, che io certo feci con quella diligenza che seppi maggiore, si
cittadino aretino. Tornato a Fiorenza, feci un gran quadro di Nostra Donna secondo un
, dove è oggi nelle sue case. Feci oltre ciò nel medesimo tempo molti altri quadri
e con poche figure, potea trarre, feci in una tavola, larga braccia dieci et
un altro re, overo tiranno; e feci che l 'ornamento di quella cappella,
'altra, che è la sinistra, feci alcuni masnadieri, i quali, avendo presa
farla morire. E in sulla porta principale feci un gruppo di soldati che legano San Gismondo
. Insomma, quanto in me fu, feci ogni opera che in tutte le figure fussero
'è detto pienamente; et intanto io feci la tavola di quella cappella, dove dipinsi
fatto il Buonarruoto nella Paulina, feci S. Paulo, come egli scrive,
in particolare a Michelagnolo. Feci similmente a quel Pontefice un 'altra tavola
poteva senza pericolo girarvi le volte, le feci fare con armadure di legname [e] di stuoie
bene di donarlo. Al vescovo di Vasona feci un Cristo morto tenuto da Niccodemo e da
a che primamente io dovessi por mano, feci fare a Cristofano Gherardi dal Borgo, con
della Compagnia del Gesù. Nel qual luogo feci tre istorie della vita di Gesù Cristo,
in un terrazzo a canto a detta sala feci nel palco i fatti di Saturno e di
e per le molte amorevolezze fattemi, gli feci, sì come avea commessomi, in una