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Discorso intorno alle imagini sacre e profane, diviso in cinque libri, dove si scuoprono varii abusi loro e si dichiara il vero modo che cristianamente si doverìa osservare nel porle nelle chiese, nelle case et in ogni altro luogo. Raccolto e posto insieme ad utile delle anime per commissione di Monsignore Illustriss. e Reverendiss. Card. Paleotti Vescovo di Bologna. Al popolo della città e diocese sua.

Paleotti Gabriele 50 risultati

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  • Trattati d'arte del '500
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ricevuto la sanità; e di un altro pittore, al quale essendo apparso S. Cornelio

, ma si fanno, a capriccio del pittore, solo per empire qualche luogo et adornarlo

quanto al primo capo, o sia il pittore o sia il padrone, stare molto avvertito

può discorrere in tre modi: quanto al pittore, quanto alla pittura e quanto a '

parlare altrimenti di quel difetto che procede dal pittore o dallo spettatore, né entreremo nelle dispute

si abbia altro riguardo alla intenzione né del pittore né dello spettatore. Nel che chi volesse

e soggetto di essa, e potendo il pittore errare, oltre le altre cose, in

insieme, secondo che torna a proposito del pittore, la cui arte versa in sapere bene

alcune di quelle che possono essere materia del pittore, tralasciando l 'altre che non possono

, ch 'eccedono talora la facoltà del pittore né si possono chiaramente rappresentare. E chiamiamo

seranno dal pittore espresse contro la verità che sia apparente e

chiama di quantità, nella quale errarà il pittore alterando la grandezza, picciolezza, longhezza,

accinctus renes zona pellicea, e che il pittore lo formasse di corpo tutto delicato, e

pretermettere alcuna di queste circonstanze. Onde il pittore, cui ufficio è d 'imitare il

biasimare, perché non serà parimente lecito al pittore di fare il medemo col pennello, che

e conseguentemente fanno che si conosca se il pittore è, come doveria essere, perito delle

; onde, parlando Platone appunto di un pittore, in questo proposito scrisse: Si quis

e fa conoscere l 'artefice per inetto pittore. Imperò che la pittura, come ognuno

ongere il suo sacratissimo corpo; pensandosi il pittore di favorirla con questo singolar atto di pietà

, ma si rida insieme della sciochezza del pittore. Onde noi per degni rispetti le tralasciamo

voce in quanto può convenirsi alla facoltà del pittore, acciò che schifi quelli errori che sogliono

capire; sì come anticamente fu notato quel pittore che avea figurato a seder Giove di tal

bocca del vase. Così aviene quando il pittore non dà il luoco alle cose che figura

. Secondo, considerandola come cosa fatta da pittore, e questo ancora in più modi:

non intendiamo però volere con questo ubligare un pittore a fare minutamente ogni particella che pertenga a

ricerca giudizio e perizia, saggio sarà quel pittore che, dovendo dipingere cose ecclesiastiche, se

diverse, le quali non è tenuto il pittore di abbracciare tutte; e lasciandone alcune,

agli apostoli. Onde non sarà difettoso il pittore, se, volendo rappresentare l 'atto

è celebre l 'atto che fece quel pittore detto Timante, del quale scrive l '

stendere col disegno e colore quello che al pittore sia venuto in fantasia per dare trattenimento a

diletta; sì come parimente non vietamo al pittore o scultore qualunque disegno, ben che non

Plinio esser stato al tempo di Augusto un pittore chiamato Ludio, qui primus instituit amoenissimam parietum

o lineamenti storti, o altra inezzia del pittore, eccitano il riso a chi ha qualche

magis quam facetiis ridiculus; e di un pittore narra Eliano ch 'era sì sciocco et

uno esempio molto a proposito di quel famoso pittore chiamato Zeusi, che, avendo dipinta con

concetti invenzioni nuove che si appresentino abbia il pittore l 'occhio sempre al fine di giovare

simili, ne 'quali l 'accorto pittore dovrà avere cura di non lasciarsi trapportare dalla

noi di volere ligare affatto le mani al pittore, che non possa talora stenderle fuor di

diciamo che, essendo l 'officio del pittore l 'imitare le cose nel naturale suo

tale trasfigurazione, non pare che convenga al pittore ora d 'introdurla, eccetto in quei

quel che si trova scritto d 'un pittore in tal proposito, che, avendo voluto

autore, non basta questo a scusare il pittore, ma deve egli nell 'opere sue

. Il medesimo possiamo affermare in universale del pittore, e tanto più, quanto l '

tre capi: cioè, o che il pittore, overo padrone che comanda, non vuole

e l 'altro, doverà il buon pittore avere proponimento nell 'animo di volere giovare

del disegno, presuponendo che di quella il pittore ne sia instrutto quanto si conviene; altrimente

oscurità che nasce per non sapere bene il pittore quella materia che vuol fare; perché,

sacre e misteri, i quali se il pittore averà questo giudicio di andarli compartendo con ordine

campo, sì come è narrato di un pittore che, avendo in una picciola tavoletta ritratto

d 'ignoranzia o d 'errore il pittore che non lo merita. E perciò è