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Vita di Iacopo Torni detto l'Indaco

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, che merita commendazione assai, nella quale fece un Cristo morto. Et alla Trinità in

e partitosi stette molti mesi senza parlargli. Fece burle infinite, le quali non accade raccontare

Vita di Raffaellino del Garbo

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opre sue a ottimo fine. Questo non fece Rafaellin del Garbo pittore, aiutato dalla natura

Vita di Giovanni Antonio Sogliani

Vasari Giorgio, edizione del 1550 13 risultati

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di colorito sono bellissimi e di grazia. Fece molti quadri per le case de 'cittadini

di quello Ordine, regina di Ungheria. Fece alla Compagnia del Ceppo un segno da portare

diligenzia finite. Nel castello d 'Anghiari fece a olio un Cenacolo di Cristo con Xii

Lavorò alla Osservanza ancora, dove e 'fece l 'altra tavola, due figure per

le figure del Sacramento; dove Giovanni Antonio fece il sacrificio di Noè dopo il Diluvio,

tenuto cosa lodata e bella; similmente vi fece poi quel di Caino e quel di Abel

questi di disegno e d 'invenzione gli fece; simile i quattro Evangelisti con altri del

e d 'altri pittori men buoni. Fece ancora per la chiesa quattro tavole, dove

a principio dell 'entrata delle quattro porte fece. Per ch 'egli nel convento de

nel convento de 'frati di San Marco fece ancora in fresco un Cenacolo di frati,

che ne portano loro; e sopra vi fece un Crocifisso con l 'arcivescovo Santo Antonino

'amore che portò a tale arte. Fece ancora a Giovanni Serristori una tavola della concezzione

, le quali non potrebbono star meglio. Fece Giovanni Antonio molte altre cose, le quali

Vita di Girolamo da Treviso

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Trevigi sua patria; et in Vinegia ancora fece molte opere, e particularmente la facciata della

bontà, grazia et una grandissima pulitezza. Fece una tavola a San Salvatore di una Nostra

che di suo si vegga in Bologna. Fece ancora sopra un portone vicino alla Sàvena,

e San Giovanni, che sono lodatissimi. Fece in San Domenico di Bologna una tavola a

Domenico, dentrovi ritratto il padrone che la fece fare. Similmente colorì un quadro al conte

Vite di Polidoro da Caravaggio e Maturino da Firenze

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: e fino che fu di Xviii anni fece sempre quello esercizio. Ma cominciando Giovanni da

bronzo, et altre figure. Sopra questa fece poi un 'altra facciata di quella casa

dove Iacopo Sansovino per fine dell 'opera fece una Nostra Donna di marmo; i quali

dove la tovaglia cuopre l 'altare, fece Polidoro una storietta d 'un Cristo morto

egli lavorando a opere per alcuni pittori, fece in Santa Maria della Grazia un San Pietro

Ma pure essendo predicato le virtù sue, fece al conte di [...]

'è tenuta cosa bellissima; e così fece il cortile di chiaro e scuro al signore

ornamento e di bellezza e ben lavorate. Fece ancora in Santo Angelo, allato alla Pescheria

buona e dèstra pratica, onde egli vi fece dimolte opere che sono sparse in molti luoghi

sé in molte cose ch 'e 'fece. Appresso, nel ritorno di Carlo V

, passando egli per Messina, Polidoro gli fece archi trionfali bellissimi, onde n 'acquistò

bontà e di colorito vaghissimo, nella quale fece un numero di figure che accompagnano Cristo a

brutto eccesso avevano commesso, e quindi li fece partire. La mattina piangendo andò a casa

assassinato. Per il che il conte gli fece pór le mani addosso, et alla tortura

Vite di Bartolomeo Ramenghi da Bagnacavallo e altri pittori romagnoli

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che il prosumersi d 'essere maestri li fece deviare dal primo obietto. Era Bartolomeo

Bologna. Avvenne in questo tempo che si fece ragunata de 'sopradetti in Bologna; et

, capo di parte in Romagna, e fece infinite opere da sé et in compagnia dei

vero, se le fatiche che e 'fece et i disegni in tale arte fossero state

non pareva passato troppo di tempo. Fece infinite burle e pazzie, delle quali non

volendo seguitare Girolamo da Cotignola, il quale fece in Bologna molti quadri e ritratti di naturale

di Lattanzio, una ancona, e vi fece una Santa Lucia più tosto lasciva che bella

lasciva che bella; e nella tribuna grande fece una Coronazione di Nostra Donna co 'dodici

e di quivi andò a Roma, dove fece molti ritratti di naturale di più signori e

che luogo; et ancora in Santo Aniello fece a olio una tavola con la Nostra Donna

quella città a questo signore et a quello fece infiniti ritratti di naturale, et ad altre

Mariotto Albertinelli, e ritornato in Imola vi fece molte opere. Avenne che il conte Giovan

fatto al signor Lionello da Carpi; e fece ancora a San Michele in Bosco, a

pulitezza fu condotta da Innocenzio. Egli vi fece ancora la tavola dello altar maggiore, la

e colorito. Ne 'Servi di Bologna fece una tavola d 'una Annunziata, et