S. Marco, et il detto Papa fece ritto in pontificale con molti prelati dietro,
molti senatori. In un 'altra parte fece prima quando l 'imperatore Barbarossa riceve benignamente
composto insieme. In un 'altra storia fece il Papa che riceve, accarezzandolo, il
perché l 'ordine delle cose che vi fece dependono da quelle fatte in gran parte,
. La parte dunque della sala che non fece Gentile fu data a far parte a Giovanni
messo mano alla parte che gli toccava, fece a canto all 'ultima storia di Gentile
la sua fede. A canto a questa fece Ottone arrivato dinanzi al padre che lo riceve
che ordinatamente seguitano le sopradette. Nella prima fece il detto Papa in S. Marco,
. Ma seguitando Giovanni le sue storie, fece nell 'altra il Papa che dice Messa
fu tanta la maraviglia che di ciò si fece, che non poteva se non imaginarsi che
fattolo venir un giorno a sé, lo fece primieramente ringraziar delle cortesie usate et appresso lo
pagata tutto il tempo di sua vita. Fece Gentile dopo il suo ritorno poche opere.
altri luoghi di quello Stato, dico che fece in Arimino al signor Sigismondo Malatesti, in
in S. Francesco di quella città. Fece anco fra gl 'altri il ritratto di
più di tutti l 'imitò e gli fece onore Rondinello da Ravenna, del quale si
Giovanni in tutte le sue opere. Costui fece in S. Domenico di Ravenna una tavola
l 'altre opere sue fu quella che fece nella chiesa di S. Giovanni Battista nella
nella quale, oltre la Nostra Donna, fece nella figura d 'un S. Alberto
con esso lui ancora, se ben non fece molto frutto, Benedetto Coda da Ferrara,
Ferrara, che abitò in Arimini, dove fece molte pitture, lasciando dopo sé Bartolomeo suo
, lasciando dopo sé Bartolomeo suo figliuolo che fece il medesimo. Dicesi che anco Giorgione da
Marzone, il quale fra l 'altre fece in S. Lena, alla cappella dell
danno, quasi in quella stessa maniera che fece Cosimo Rosselli tornare in capo lo scherno a
sue ragionevoli. Costui nella sua giovanezza fece in Fiorenza nella chiesa di S. Ambruogio
Nostra Donna. A 'Monaci di Cestello fece la tavola dell 'altar maggiore, et
. Alle sopradette Monache di S. Ambruogio fece la cappella del Miracolo del Sagramento, la
Fiorenza è tenuta la migliore; nella quale fece una processione finta in sulla piazza di detta
pare non ritratto ma vivo. In Lucca fece nella chiesa di S. Martino, entrando
di terra fatto da Iacopo della Fonte quando fece la sepoltura della moglie. In San Marco
alla cappella de 'Tessitori di drappo, fece in una tavola nel mezzo S. Croce
gl 'altri pittori all 'opera che fece Sisto Quarto pontefice nella cappella del palazzo,
di sua mano tre storie, nelle quali fece la sommersione di Faraone nel mar Rosso,
degl 'Apostoli col Salvatore; nella quale fece una tavola a otto facce tirate in prospettiva
Roma nella cappella di Sisto, e vi fece oltre all 'altre cose un paese,
è disegnata la storia della predicazione sopradetta che fece nella cappella di Sisto, ma ancora in
coloro che di sopra vi stanno legati. Fece il medesimo un edifizio per nettare e racconciare
a Piancaldoli, con l 'ingegno suo fece sì che i soldati vi entrarono dentro per
la prima fu un S. Rocco che fece in tavola ai Rettori della Fraternita d '
alcuni becchini che tornano da sotterrare morti. Fece anco un altro S. Rocco, similmente
naturali. Nella medesima città d 'Arezzo fece in una tavola in San Piero, dove
un agnolo Raffaello; e nel medesimo luogo fece il ritratto del Beato Iacopo Filippo da Piacenza
di Pietro Perugino. E tornato in Arezzo fece nella cappella de 'Gozzari in Vescovado un
la virginità. E per quell 'opera fece un sasso grandissimo con alcune altre grotte di
di sassi, fra le rotture delle quali fece di figure piccole, molto graziose, alcune
successor suo fusse finita, non se ne fece altro, come il più delle volte avviene
dopo la morte. Per lo detto Vescovo fece l 'Abbate nel Duomo Vecchio una bella
donna un putto fasciato che par vivo. Fece in Arezzo alle Monache delle Murate la cappella
Borgo Sansepolcro, dove è oggi il Vescovado fece una cappella che gli arrecò lode et utile
, et oltre all 'essere gran musico fece organi di piombo di sua mano; et
sua mano; et in San Domenico ne fece uno di cartone, che si è sempre