, che fu cagione che poi ne fu fatto far due in Duomo, e una Nostra
bellissimo componimento e ornamento grande. Ciò fatto, fu Simone dal Generale di Sant '
la fama di colui che l 'aveva fatto immortale. Per la Chiesa Universale fece la
sette anni d 'Oltramare, mostra aver fatto tre quarantane in Terrasanta, e che standosi
testa della facciata molte storiette et un Crucifisso fatto a guisa d 'Albero di Croce,
molto lodata, fu cagione che gli fu fatto dipignere la capella dell 'altare maggiore di
; il terzo che tira i dadi, fatto piano della veste in terra, col braccio
disegno. L 'epitaffio che fu fatto a Taddeo fu questo che qui si legge
secondo che prima Giotto e Buffalmacco fatto avevano. Onde messovi mano, in quella
non gli porre nell 'opera pareva mal fatto all 'auttore che gli reputava bellissimi e
miglior disegno e più diligenza che a Pisa fatto non avea, tenendo nondimeno quasi il medesimo
Strozzi dove già con Bernardo suo fratello aveva fatto alcune cose a fresco. Nella quale tavola
famiglia, ch 'è in un coro fatto allora di nuovo dinanzi all 'altar maggiore
in una lapide di marmo, molto ben fatto l 'anno 1390. Discepoli d '
poi, dietro a un ornamento di marmo fatto per la sepoltura di messer Bettino de '
aria accompagnano un Cristo nelle nuvole molto ben fatto. Il medesimo in S. Pancrazio fece
nell 'arte. Ma non è gran fatto che Giottino conducesse questa tavola con tanti avertimenti
Taddeo e ancora lui stesso. Ma il fatto passò altramente perché, come la volontà nella
Nostra Donna tanto men bene che non avea fatto la ressurezzione di Lazzero, che a ognuno
mezzo. Poi, comettendole insieme con stucco fatto di mastrice e cera fondute insieme, l
, il fuoco, come molto tempo inanzi fatto avea, non potesse altra volta farle danno
lavorava più per fare come i suoi maggiori fatto aveano che per voglia che ne avessi,
Maria Novella nella sepoltura che egli medesimo aveva fatto per sé e per i descendenti, l
Mccclxxxvii. Il ritratto d 'Agnolo fatto da lui medesimo si vede nella capella degl
signori di Pietramala, avevano in quella città fatto finire il convento e il corpo della chiesa
nelle minori navate del quale avevano molti cittadini fatto fare capelle e sepolture per le famiglie loro
massimamente per essersi così ben mantenuto che par fatto pur ieri. Più di sotto è ritratto
S. Nicolò di cui avemo di sopra fatto menzione, che fu molto lodata, et
, nelle quali oggi i moderni artefici hanno fatto le maraviglie che in essi si veggono.
, si tornò a Vinegia; dove essendosi fatto conoscere per molte cose fatte a fresco e
porta, che a 'nostri dì fu fatto insieme con tutta la chiesa gettare in terra
: benché, quando egli non avesse ciò fatto, a ogni modo saremmo oggi privi di
da quel Santo liberata, avendo in essa fatto prontissime tutte l 'azzioni de 'marinari
pittore; per che, avendo infinite sperienze fatto nella medicina per coloro che di lui ne
molte cose lavorando, e 'gli fu fatto dipignere il tabernacolo della Madonna di Mercato Vecchio
Poppi e altri luoghi di quella valle ebbe fatto molte opere, si condusse in Arezzo,
et in guerra avevano grandi et onorate cose fatto per quella città. Similmente lavorò nella Pieve
della città di Fiorenza dalla parte di dentro fatto alcune pitture, carico d 'anni si
buon pittore, messer Dardano Acciaiuoli, avendo fatto fabricare la chiesa di S. Niccolò alle
che tutto lavorò Spinello così bene che pare fatto tutto in un giorno e non in molti
abito di que 'tempi, molto ben fatto e con bonissimo giudizio. Finita questa
, dove fra l 'altre cose è fatto con molta diligenza quando la moglie di Zebedeo
in Fiorenza, là richiamato, gli fu fatto dipignere dal Comune nella chiesa del Duomo Vecchio
egli era quanto può esser bello un così fatto tempio antichissimo, quando fu rovinato. Dopo
e fare altri cotali piissimi esercizii che hanno fatto sempre i migliori cittadini, e fanno anch
che prima facevano. Né ciò paia gran fatto, perciò che essendo stato proprio e cosa
il Sant 'Antonio dal mezzo in su fatto nella facciata della chiesa sua, tanto bello
che quest 'opere si facevano, fu fatto don Iacopo d 'Arezzo Generale della Congregazione
'Oliveto, dician[n]ove anni poi che aveva fatto lavorare, come s 'è detto di
, per congiugnerle insieme con quelle che aveva fatto Giotto, Simon Sanese e Antonio