da Vinci, e in poco tempo fece tal frutto e tal progresso nel colorito che
; la quale per maggiormente onorarla, gli fece fare uno tabernacolo di legno per chiuderla con
che datolo a Baccio dalla Porta, vi fece drento due storiette, che fu una la
e di bontà non lo provegga, come fece a Baccio; il quale, come si
Baccio aveva a fra 'Ieronimo, che fece in un quadro el suo ritratto, che
fortemente di se medesimo; per il che fece voto, se e 'campava da quella
chiaramente racontano, Baccio andatosene a Prato si fece frate in S. Domenico di quel luogo
luglio 1500, [e l 'anno dopo fece professione] in quello stesso convento dove si fece
fece professione] in quello stesso convento dove si fece frate, con grandissimo dispiacere di tutti gli
e varia opera, nella quale Benedetto Buglioni fece di terracotta invetriata in alcune nic[c]hie figure et
lavorato a fresco che vi è sopra. Fece ancora alcuni quadri per Giovanni cardinale de '
, con lui di continuo si stava. Fece in quel tempo una tavola con infinità di
neri molto riscurata più che quando la fece, che sempre sono diventati più tinti e
'opera con ombra scura sfumatamente cacciata. Fece poco tempo dopo un 'altra tavola dirimpetto
arte come alcuno altro. Laonde per prova fece in un quadro un San Sebastiano ignudo con
tavole ornamenti: et a questo San Bastiano fece fare la tavola in mezzo tondo, e
e così con le cornici dipinte a torno fece ornamento a la figura di mezzo; et
la figura di mezzo; et il medesimo fece al nostro San Vincenzio, et al San
si dirà di sotto al San Vincenzio. Fece sopra l 'arco d 'una porta
e visto l 'opere sue, li fece fare una tavola, dentrovi Cristo Salvatore,
mani alla contemplazion de la morte. E fece a San Martino in Lucca una tavola,
la virtù sua. Similmente in San Romano fece una tavola in tela, dentrovi una Nostra
una tavola d 'una Assunta; e fece in casa Medici alcuni quadri di Nostre Donne
di Matteo Botti cittadino e mercante fiorentino, fece al sommo d 'una scala in un
il serpente, molto pronto; e lo fece a olio di chiaro e scuro, ché
ritrar panni et arme et altre simil cose fece fare un modello di legno grande quanto il
quello vestiva con panni naturali; dove egli fece di bellissime cose, potendo egli a beneplacito
, in Badia de 'Monaci Neri, fece la testa d 'un Cristo in iscuro
di Fiorenza, dimorandovi per suo piacere, fece un Cristo et una Maddalena, e per
al quale rimasero tutte le cose sue. Fece molte tavole e quadri con que 'disegni
le porte. A queste anticaglie studiando Mariotto fece gran profitto nel disegno, e prese servitù
pratico, come aparì in alcuni quadri che fece per quella signora, che furono mandati da
di Baccio; onde in pochi anni si fece un diligente e pratico maestro. Per che
. Alle monache di San Giuliano di Fiorenza fece la tavola dello altar maggiore, che in
vecchio al Drago una taverna e osteria, fece quella molti mesi, dicendo che aveva presa
del mestiero, ritornò alla pittura, dove fece per Fiorenza quadri e pitture in casa di
scuro d 'una prospettiva che egli vi fece, col cielo d 'una volta intagliata
e 'padroni molto più utile che non fece, intravenendo discordia fra quegli che la facevano
il prezzo di essa opera insieme acconciarono. Fece in San Brancazio di Fiorenza in un mezzo
della Congregazione de 'Preti di San Martino fece una tavola della Visitazione molto lodata.
era ne la giostra valente: per che fece l 'ultimo sforzo; e come quel
maniera che mostrò nelle cose che e 'fece, condotte con molta diligenza: e ancorché
alcuni mercanti fiorentini condotto in Ungheria, dove fece molte opere e vi fu stimato assai.
facesse la tavola, nella quale a olio fece la Resurrezione di Cristo con alcuni soldati che
fatto, ma a molte altre. Fece a fresco in sul canto d 'una
. Nella villa di Marignolle de 'Girolami fece due bellissime tavole con la Nostra Donna,
di que 'Santi fatte con diligenzia. Fece sopra le Monache di San Giorgio, in
di quella. Sotto la porta della sagrestia fece due tavole: una quando San Gregorio papa
Cristo; sotto, a una altra cappella fece una tavola, drentovi la Nostra Donna,
si vedde del buono nelle cose sue. Fece per i monaci di Cestello nel lor refettorio