per la sua donna; nella quale opera fece Giovanni una infinità di storie delle vittorie ottenute
Quasi ne 'medesimi tempi che il Cielo fece dono a Ferrara, anzi al mondo,
che si è veduta la maniera tedesca. Fece in Ferrara nella chiesa catedrale una tavola con
, come quello che si conosceva imperfetto, fece compagnia con Cesare da Sesto, che le
di bella maniera. Dicesi che il Bernazzano fece in un cortile a fresco certi paesi molto
e questa è tenuta di quante mai ne fece la migliore. Un 'altra n '
Pellegrino da San Daniello poi sempre chiamato. Fece costui in Udine molte pitture, delle quali
porge un pasturale a Santo Ermacora vescovo. Fece parimente nel didentro di detti sportelli, in
studiare. Nella capella di S. Gioseffo fece una tavola a olio disegnata e colorita con
, più bella che quella che esso Giovanni fece del San Marco, come si è detto
, come si è detto di sopra. Fece anco Pellegrino in Udine in casa messer Pre
Donna col Figliuolo in collo, la quale fece dolcemente sfuggire; e nel piano da basso
del medesimo Pellegrino Bastianello Florigorio, il quale fece in Udine sopra l 'altar maggior di
la morte di S. Piero martire. Fece il medesimo sopra un canto del palazzo di
; et in Udine fra gl 'altri fece quello di messer Raffaello Belgrado, e quello
pratica e nel far assai - che si fece in quella sorte di lavoro pratico e giudizioso
dove nel convento di S. Pier Martire fece all 'altar della Nunziata una tavola a
'angelo Gabriello; e nell 'aria fece un Dio Padre che, circondato da molti
facesse costui. Nel Duomo della detta città fece, pur a olio, nel pergamo dell
'architettura e nel lavorar a fresco, fece alcuni spartimenti et ordini di varii ornamenti,
grandi, posti in mezzo di quello, fece storie di figure colorite, cioè due stretti
forma quadra nel mezzo; et in questo fece una colonna corinta, posata col suo basamento
diligenza finita da maestro Bernardo da Vercelli. Fece in detta chiesa due capelle a fresco:
dove aveva prima fatto alcun 'opere, fece in San Geremia sul Canal Grande una facciata
Battista si sforzò di mostrare quanto valesse. Fece anco in sul detto Canal Grande, nella
gli fu di giovamento, perché ella gli fece mettere in tutte l 'opere quel maggiore
la tribuna. Per che messovi mano, fece in quest 'opera un Dio Padre nella
variate attitudini. Nel fregio della detta tribuna fece otto figure del Testamento Vecchio, e negl
, dove si conservano l 'argenterie, fece un S. Martino a cavallo con molti
, fattosi amico e dimestico suo, gli fece allogare a concorrenza di Tiziano la
la sala de 'Pregai, nella quale fece molti quadri di figure che scortano al disotto
luoghi dove avesse lavorato Tiziano, fece in S. Giovanni di Rialto un S
vero, lodarono quella di Giovan Antonio. Fece il medesimo nel chiostro di S. Stefano
quel che non faceva per se medesimo, fece venire il Pordenone; il quale cominciò uno
maritime, che girando fanno bellissime attitudini. Fece ancora una storia grande quando Giasone chiede licenza
Perino a quella del Pordenone, licenziatolo, fece venire in suo luogo Domenico Beccafumi sanese,
sua mano. Ma in quel luogo non fece se non una storia sola e non più
aveva prontezza e grazia nel dire. Costui fece sempre le sue figure grandi, fu ricchissimo
in cotali professioni non rieschino eccellenti, come fece Giovanni Antonio Sogliani pittor fiorentino, il quale
. Miniato fuor di Firenze; nella quale fece una tavola di ritratto, simile a quella
. Partito poi dal detto suo maestro, fece nella chiesa di San Michele in Orto,
cosa vecchia a Sinibaldo Gaddi, egli la fece finire a Santi Tidi dal Borgo, allora
ritratto di naturale che lo somiglia assai. Fece poi per madonna Alfonsina, moglie di Piero
di Camaldoli di Firenze, nella qual tavola fece S. Arcadio crucifisso et altri martiri con
le migliori cose che facesse il Sogliano. Fece il medesimo per le monache della Crocetta un
molto bello; nella parte dinanzi del quale fece la Visitazione di Nostra Donna, e dall
e S. Giovanni; e nella predella fece fare tre storie a Sandrino del Calzolaio suo
assai lodate. Nel castello d 'Anghiari fece, in testa d 'una Compagnia,
mandato da Paulo da Terrarossa, che lo fece fare, a Napoli per cosa bellissima.
adunque nel primo quadro dipinse il sacrifizio che fece Noè et i figliuoli, uscito che fu