Quando Carlo Quinto imperador[e] andò a Bologna, fece Amico alla porta del palazzo un arco trionfale
del palazzo un arco trionfale, nel quale fece Alfonso Lombardi le statue di rilievo. Né
: le quali fatiche furono cagione che egli fece quella maniera così pazza e strana. Costui
alla scultura, e come seppe il meglio fece di marmo in San Petronio, entrando in
ché l 'ora passa ". Fece altre infinite burle e pazzie, delle quali
cosa di Girolamo da Cotignuola, il quale fece in Bologna molti quadri e ritratti di naturale
rotta di Ravenna, e non molto dopo fece il ritratto di Massimiliano Sforza. Fece una
dopo fece il ritratto di Massimiliano Sforza. Fece una tavola in San Giuseppo, che gli
Lattanzio, un 'ancona, nella quale fece una Santa Lucia più tosto lasciva che bella
bisogno. Per che messosi a lavorare, fece in Monte Oliveto la tavola de 'Magi
, e dopo, ritornato a Immola, fece in quella terra molte opere. Ma persuaso
fu condotta con grandissima diligenza e pulitezza. Fece anco nella chiesa del medesimo luogo la tavola
buona maniera. Ne 'Servi di Bologna fece in tavola una Nunziata, et in San
pitture per tutta la città. Alla Viola fece per lo cardinale Ivrea tre logge in fresco
ma fatte con diligenza. In San Iacopo fece una capella in fresco, et una tavola
un tabernacolo lavorato a fresco, nel quale fece la Visitazione della Madonna; nella quale figura
Giovanni Batista si ritrasse nel viso; e fece in quella una Nostra Donna e San Giobbe
che furono lodati; et in due tondi fece una Nunziata; e lavorò la predella di
diligenza che merita per ciò molte lodi. Fece in San Pier Maggiore, alla porta a
alla chiesa, una storia: nella quale fece lo Sposalizio di Nostra Donna, dove apertamente
l 'allegrezza; oltra che egli vi fece uno che gli dà certe pugna, come
libro. In compagnia ancora della Nostra Donna fece alcune femmine con bellissime arie et acconciature di
sempre. Et in tutta questa istoria non fece cosa che non fusse benissimo considerata: come
merita molto d 'esser celebrato. Fece ancor fuor della Porta alla Croce di Fiorenza
da lui seguitasse. Laonde in quel luogo fece il Francia intorno intorno gli ornamenti a una
fine al resto dell 'opere. Fece con Ridolfo Grilandai uno apparato bellissimo per le
trenta scudi per ciascuno. Laonde il Francia fece nella parte sua, oltra la bellezza della
tenendo del continuo per ciò uomini salariati. Fece in Santa Maria Nuova una notomia a requisizione
ripieni, e di maniera vaghissimi lavorati. Fece ancora uno quadro di figure piccole a Giovanni
concorrenza di Iacopo da Puntormo, che gliene fece un altro d 'una simil grandezza con
e due altri Francesco d 'Albertino. Fece il Francia nel suo quando David vede Bersabè
Eteo sia morto; e sotto una loggia fece in pittura un pasto regio bellissimo. La
grandi, valse molto più nelle piccole. Fece anco il Francia molti e bellissimi ritratti di
oltre a molti lavori di cose bassissime, fece per Arcangelo tessitore di drappi in Porta Rossa
e poche altre cose, si morì. Fece il medesimo Agnolo a Ciano profumiero, uomo
Santo Agostino al Monte Sansavino, nel quale fece istorie del Testamento Vecchio, che furono molto
molto lodate. Nel Vescovado d 'Arezzo fece la capella di San Matteo, e fra
che par vivo. A Francesco del Giocondo fece dietro al coro della chiesa de 'Servi
Cosimo, sono state ruinate e rifatte. Fece a maestro Valerio frate de 'Servi un
grottesche piccole e colorite intorno alla Pietà che fece Pietro Perugino allo altare de 'Seristori,
degli Sgraffiti. Le prime facciate che fece Andrea di questa maniera fu, in Borgo
maggior maniera che l 'altre due. Fece di chiaro scuro la facciata della chiesa de
de 'frati de 'Servi, dove fece fare in due nic[c]hie a Tomaso di Stefano
Andrea del Sarto, fra le due porte fece un 'arme bellissima di papa Leone X
per la venuta di quel Pontefice in Fiorenza fece alla facciata di Santa Maria del Fiore molti
gli diede per donna una sua sorella. Fece il baldachino dove andò sotto il Papa,
opere di Andrea, dico che e 'fece a Giovan Maria Benintendi tutti e 'palchi
quello cittadino la bottega piena; né si fece mai opere di fogliature di broccati varî e
cielo et alla terra il mortale. Fece Marco infiniti lavori in olio et in fresco
arte in suo tempo esercitasse; come ne fece fede quello che lavorò in Aversa, dieci