e la Carità, e Michelozzo creato suo fece la Fede. Vedesi nel medesimo tempio,
tutta isolata, dagli artefici lodata sommamente. Fece in gioventù sua nella facciata di Santa Maria
anni afflitti dal tempo e dalla fatica. Fece nella chiesa di dentro l 'ornamento,
tutti. All 'Arte de 'Corazzai fece una figura di San Giorgio armato vivissima e
molto stimato e molto lodato. Nel frontispizio fece di basso rilievo mez[z]o un Dio Padre.
prezzo. Queste figure dopo la morte sua fece di bronzo Andrea del Verrocchio. Lavorò
canonica, sopra la porta del campanile, fece uno Abraam che vuole sacrificare Isaac, et
impresa di Cosimo di stucchi benissimo lavorati. Fece di granito un bellissimo vaso che gettava acqua
lo ubbidiva. Dicesi che un mercante genovese fece fare a Donato una testa di
alla testa, sùbito su la strada la fece ruinare, della quale se ne fêr molti
il comodo avuto da loro aveva imparata. Fece ancora a Napoli una sepoltura di marmo per
si facesse nelle altre cose. Di più fece per reggimento di detta opera due capitelli di
et in diligenza; per che non solo fece stupire allora que 'che lo videro,
prospettive diminuite. Similmente nel dossale dello altare fece bellissime le Marie che piangono il Cristo morto
di quello. In un monastero di monache fece un San Sebastiano di legno a 'preghi
molte altre figure di terra e di stucco fece; et in un cantone di un pezzo
cose sue. Appresso ritornatosene in Toscana, fece nella Pieve di Monte Pulciano una sepoltura di
; et in casa di Lorenzo della Stufa fece teste e figure molto pronte e vivaci.
storie degli Evangelisti. Et in detto luogo fece due porticelle di bronzo di basso rilievo bellissime
li ridusse. A Santa Maria del Fiore fece due colossi di mattoni e di stucco,
'ne poteva vivere comodamente. Di che fece Donato festa grandissima, parendoli essere con questo
, con la moltitudine delle opere, la fece ritornare perfetta e maravigliosa nel secol nostro.
e per questo desiderando farlo notaio, gli fece apprendere i principii delle lettere. Le quali
eccellente, fu chiamato a Napoli; dove fece al re Alfonso, allora duca di Calavria
di fuori con storie di detto re. Fece Giuliano ancora di marmo l 'ornamento della
vita, e per l 'esequie sue fece vestire il re ben 50 uomini a
et a Benedetto, fratello di Giuliano, fece imparare l 'arte della scultura. Onde
chiamatolo a Ferrara, nel suo palazzo gli fece dipignere molte camere, rovinate dipoi dal duca
il quale, condottolo a Roma, gli fece lavorare in palazzo due storie nelle camere di
la morte della madre; e nella Pieve fece a fresco dentro a la porta del mez[z]o
possono chiamare troppo begli e troppo eccellenti. Fece in questa medesima istoria uno mez[z]o ignudo vestito
molli per ritrarli con infinità di pieghe. Fece nel Vescovado di detta città una Santa Maria
. Alla Compagnia della Nunziata in detta città fece il segno da portare a processione; et
Angelo aretino, il quale imitando quella maniera fece in Arezzo molte pitture, e quelle che
opere similmente, e fuori per il contado fece moltissime figure per aiutare la famiglia sua,
l porco; per che convenutisi, gli fece il lavoro et egli a casa il porco
un Piero da Castel della Pieve, che fece al Borgo uno arco sopra Santo Agostino e
il quale grandissimo onore più degli altri gli fece. Furono le pitture di maestro Pietro
la porta di essa chiesa. In Fiorenza fece a Cosimo de 'Medici la tavola dell
una storia del Testamento Nuovo per ciascuna. Fece in Santa Trinita nella sagrestia una tavola d
'una Nunziata. In Santa Maria Novella fece il cereo pasquale dipinto di storie piccole et
, un San Benedetto che accenna silenzio. Fece ancora a 'Linaiuoli una tavola, la
fu poi finita da Luca da Cortona. Fece medesimamente alla Compagnia del Tempio in Fiorenza una
se prima non avesse fatto orazione. Non fece mai Crocifisso che e 'non si bagnasse
per lui et a Roma condottolo, gli fece fare la cappella del palazzo, dove il
; dove ritrasse papa Niccola di naturale. Fece ancora nella Minerva la tavola dello altar maggiore
sua. Il Papa sentendo questo, gli fece la grazia liberamente; e così fu fatto
la sua maniera; Zanobi Strozzi, che fece quadri e tavole per tutta Fiorenza per le
di Michelino, il quale in Santo Apolinare fece la tavola a lo altare di San Zanobi
in lingua toscana da messer Lodovico Domenichi; fece un trattato di tirari e di ordini da