questa di Giorgione, e come era naturale arte più formata. Ove troviamo l 'arte
arte più formata. Ove troviamo l 'arte d 'un grande / 85 [46r]
vedesi quel elemento più moderno e quell 'arte cinquecentista che poi col Tiziano arrivò
. A noi pare che Giorgione nell 'arte dietro al Bellini e di faccia al
opere, o ritratti, di Antonello – arte più realistica di quella del Bellini, e
ancora la massa. Che è l 'arte di Antonello. Si potrebbe dunque pensare
così aggiungere qualche cosa di nuovo all 'arte, e rivolgendo inoltre tutta la sua attenzione
/ 101 [54r] vedendovi un 'arte che si risente delle Bellinesca, ed uno
moda nella prima parte del 1500 e un arte o modo che armonizza collo spirito ed indole
Giorgionesca, e corrisponde questo spirito d 'arte a quello di certi soggetti trattati /
Infine noi qui troviamo uno spirito d 'arte che giustifica l 'attribuzione. (Ma
mezzo con poche foglie e ciò con molta arte. È veramente un bel e sorridente paese
il vero. In tutto abbiamo l 'arte Bellinesca con quel incominciare dell 'arte nuova
'arte Bellinesca con quel incominciare dell 'arte nuova cinquecentista. Abbiamo la natura studiata con
terra e staccano sulle figure e ciò con arte e gusto, / 122 [66v]
nel modo cinquecentista, qui abbiamo appunto un arte moderna. Bella la massa della luce e
del tocco. Noi qui abbiamo un 'arte con principi sì semplici e così veri che
Non può negarsi che non sia un 'arte nuova, e che fino ad un certo
sono quelli d 'uno abbittuato all 'arte del miniare. L 'opera non manca
dalla minuzia del miniare passa ad un 'arte più grande, maschia e virile quale è
fare le presenti considerazioni: che l 'arte del 1488 non era sì avanti in Verona
le minuzie di un uomo abbituato all 'arte del miniare. L 'intonazione del
dal lavorare di minio. Era l 'arte più regolata dall 'occhio e dalla mano
Francesco Morone. Questa fisonomia d 'arte, questo modo di dipingere dei Veronesi,
e facile di quello che vedesi nell 'arte di Francesco Morone; riunito ad una fisonomia
morte di Morone. Noi abbiamo costì un arte, come si disse nei passi del Morone
Abbiamo dunque nelle opere di Girolamo l 'arte dei Moroni che continua a svolgersi e progredire
, ma sempre armoniosa. Infine un 'arte più formata e migliore della precedente maniera,
, il quale escito esso pure dall 'arte del miniare, abbiamo rimarcato nelle sue opere
a Francesco Morone, da presentarci un 'arte colla stessa fisonomia. Lo vediamo nell
mano in mano ai miglioramenti che l 'arte faceva. Infine nel 1530 troviamo l '
faceva. Infine nel 1530 troviamo l 'arte in Verona anche con Girolamo sostenuta allo stesso
ove il Cavazzola mostra molta analogia coll 'arte di Francesco: sono quelle che Cavazzola fece
vi poteva essere di buono in Verona in arte, ma ha poi digerito quello che aveva
opere con una impronta sua dandoci un 'arte originale. Morando ha preso dunque da tutti
dunque da tutti e ci ha dato un arte tutta propria. Morando si può dire abbia
piacevole, specialmente col colore. È un arte tutta Veronese, cioè (come si disse
abbiamo nel Cavazzola uno che sostiene l 'arte allo stesso livello, alla stessa altezza a
abbiamo veduto caratteri ed una fisonomia d 'arte la quale consuona più con quella del Cavazzola
fare più largo, ed è un 'arte più simpatica. / 254 [3r]
, perché portano la stessa fisonomia d 'arte. Per le ragioni esposte a suo luogo
un fresco che presenta una fisonomia d 'arte che armonizza colla pittura del Cavazzola che gli
, e vediamo un avvanzamento, un 'arte più formata. Le figure interessano più
e migliorava in tutte le parti dell 'arte continuava però nella via del realismo, tendeva
. Per cui vedesi in Cavazzola l 'arte del realismo, cioè la riproduzione degli uomini
certamente più ancora delle altre qualità dell 'arte ha migliorato. L 'iride del
teoria è la base del suo procedimento in arte applicata al tutto, produce quell 'effetto
veduto fino al 1517 quale era l 'arte di Francesco Morone, e quale dopo.
quale dopo. Quale è stata l 'arte di Girolamo dai Libri fino al 1526 col
ha qualche cosa che ci ricorda l 'arte di Mantegna, la quale abbiamo anche veduto